Pantorouter verticale


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Pantorouter
Ortorouter

Pantorouter verticale

Dopo aver seguito per diverso tempo i capolavori del maestro, ho deciso di cimentarmi anch'io nella costruzione di un pantorouter verticale.

Il progetto e' solo all'inizio, ora vedremo che cosa saro' capace di fare. Tanto per incominciare ci vuole un router, o fresatrice verticale se preferite; eccola qui, non e' un gran che' me e' piccola ed e' costata poco, e questo mi basta.

Per prima cosa bisogna smontare completamente (o quasi) il router, e' importante separare il piede dal motore ed elimnare la molla antagonista posta all'interno; inoltre anche qualche taroccamento elettrico non guasta: ho eliminato l'interruttore in modo che non sia possibile spegnerlo se non staccando la spina dal muro. Niente paura poi uso il pedale per azionarlo!

Poi si passa a qualche prova con quella che ho deciso sara' la sua nuova base.

Tutti i pezzi sono pronti, ora non resta che rimmettere il tutto insieme sperando di non dimenticare niente.

Si parte dalla base e via via si costruisce tutta l'impalcatura attorno al motore.

Le paratie laterali lasciano libero accesso ai dadi di serraggio del piede originale della macchina, non si mai servisse di fare degli aggiustamenti all'ultimo minuto.

Il coperchio va forato prima di poter essere incastrato a chiusura del corpo motore. Sulla destra si vede il montaggio completo di tutto il leveraggio per il movimento del router.

Visto che il corpo motore e' a buon punto, passiamo alla tavola portapezzo: qui un dettaglio delle guide a sfere, opportunamente elaborate per cercare di avere maggiore stabilita'; sulla destra tutti i pezzi che compongono la tavola portapezzo.

Incominciamo l'assemblaggio inserendo un opportuno distanziatore tra le pareti laterali.

Quindi aggiungiamo il frontale della tavola e la tavola vera e propria.

Un particolare del frontale della tavola: il taglio praticato al centro permette alla tavola portapezzo di muoversi fino ad arrivare a contatto col mandrino del router. Sulla destra la tavola portapezzo montata sul basamento della macchina, la tavola ha un movimento complessivo di circa 13cm.

Finalmente l'allineamento della testa e' completo (o almeno spero). L'utensile deve trovarsi esattamente a meta' strada tra i due snodi, se cosi' non fosse il pantografo risulterebbe deformante.

Ora si fissa il router, completo di tutto il leveraggio per la movimentazione, al pianale della macchina.

Tutto e' pronto per il primo collaudo!
Sono sopravvissuto senza perdere le dita, ma il primo risultato non e' dei piu' entusiasmanti (foto a destra), adesso devo capire che cosa e' andato storto.

Finalmente e' arrivato il vero portadima, ecco qui l'installazione.

Ora c'e' quasi tutto, non vedo l'ora di fare un vero collaudo!

Finalmente e' finito!!
In realta' manca ancora la leva che pilota il movimento della tavola porta pezzo, ma con la leva di comando rigida (prima mancava la giunzione) il controllo dell'utensile e' molto piu' affidabile. Sulla destra si puo' vedere la prima dima che ho messo insieme: si lo so che non e' un gran che, infatti non funziona benissimo.

Come si puo' vedere il risultato non e' dei migliori: e' completamente decentrato rispetto al pezzo, ma questo sarebbe il minore dei problemi se l'incastro non fosse veramente lasco: il buco e' molto piu' largo del dente.

Devo fare un po' di rodaggio, per il momento ho una mezza idea per migliorare la dima, ma devo trovare il tempo per fare un po' di esperimenti con questo coso.

Ortorouter verticale

E' iniziata!!!

E' iniziata la produzione dell'ortorouter verticale.
Dopo quasi un anno passato a realizzare, collaudare, calibrare, modificare, perfezionare il pantorouter verticale, ho deciso di fare una modifica sostanziale a questa macchina: diventera' un ortorouter verticale.

Dopo diverse prove ho deciso che questa macchina e' troppo bozza e poco soddisfacente: il punto dolente del pantorouter verticale sta nella dima, senza una dima e' praticamente inservibile. Anche il mio tentativo di realizzare una dima universale (o quasi) e' naufragato miseramente: il posizionamento della dima e' sempre critico e va provato diverse volte prima di poter lavorare un pezzo vero. Probabilmente con una tavola portadima piu' leggera e stabile si avrebbero meno fastidi, ma rimane comunque molto alta, quindi piuttosto ballerina.

Dopo aver visto un pantografo ortogonale all'opera ho deciso di fare una modifica al pantorouter verticale e trasformarlo in ortorouter verticale, nella speranza che sia piu' stabile, piu' versatile e piu' comodo.
Direi quindi di cominciare con qualche disegno preliminare:

Come dice il maestro: "Due o trecento bozzetti preliminari dovrebbero bastare".

Da qualche parte bisogna pur cominciare!

Questo l'incollaggio di uno dei pezzi piu' importanti: il sostegno verticale. E' costruito con una serie di strisce di multistrato incollate insieme, ho preferito questa tecnica pensando che sarebbe stato meno soggetto a deformazioni in futuro, per il momento spero che non si incolli storto!

Ecco il montaggio delle guide sulla base: tutta la base scorre lateralmente e fornisce il movimento laterale.

La base e' una realta', sembra funzionare perfettamente!

Procediamo con la lavorazione del binario collocato appena dietro la base, sono molto soddisfatto del risultato, probabilmente la fresata piu' liscia che io abbia mai fatto.

Se andasse tutto liscio sarebbe troppo facile: la barra che guida il movimento verticale e' storta, questo e' un bel casino, doveva essere il pezzo piu' preciso di tutto l'ortorouter.

Riuscira' il nostro eroe a rimediare al disastro??

Per il momento sembra che sia riuscito a metterci una pezza, l'asta scorre piuttosto bene, si potrebbe migliorare ma per il momento non ci lamentiamo.

E' il momento di fissare la guida orizzontale al corpo della macchina stessa, per permettere di controllare il parallelismo tra il movimento orizzontale dell'utensile e la tavola porta-pezzo e' necessario che uno dei due punti di fissaggio sia tagliato ad arco, in modo da permettere alla tavola orizzontale di ruotare.

Lo strumento che si vede sotto serve proprio a questo: ho fissato il compasso ad uno dei due fori di ancoraggio, ora il router dovrebbe tagliare l'asola circolare che serve alla regolazione.

Il risultato sembra essere niente male, basta che la distanza sia giusta!

La distanza e' perfetta: la tavola orizzontale si fissa perfettamente al basamento della macchina ed e' possibile regolare l'inclinazione del movimento orizzontale.

Per quanto riguarda il movimento orizzontale ci siamo quasi, mancano solo i fermi per poter limitare il movimento stesso dell'utensile. I fermi sono realizzati con delle ganasce autoregolanti; questo in teoria, la pratica ha bisogno ancora di qualche ritocco, ma il serraggio sembra ottimo.

Non e' stato facile realizzare le ganasce che bloccano il router, in particolare non e' stato facile fare un foro preciso al centro della ganascia. Come vedete fitta perfettamente.

E finalmente il supporto del router e' completo, questo era uno dei pezzi piu' complicati e delicati, da qui dovrebbe essere tutto piu' facile.

Non e' stato semplice, ma finalmente il castello di sostegno e' pronto. Questo castello sostiene e stabilizza il montante verticale. La verniciatura a righe gialle e nere gli conferisce un aspetto molto piu' professionale ed aggressivo.

Qui sotto lo potete vedere montato nella sua posizione finale: forma un corpo unico con la tavola orizzontale e si muove con essa.

Qui sotto il castello completo del montante verticale visto nella posizione finale di lavoro. Ora non rimane altro che fissare tutto quanto e aggiungere una maniglia per poter guidare il router.

Finalmente e' finito!!
L'ortorouter e' una realta', certo ora avra' bisogno di qualche aggiustatina qua e la, devo ancora finire tutti i fermi necessari, ma ci tenevo a dire che esiste e funziona!

Qui sotto un'altra vista del risultato finale. Ho fatto un piccolo collaudo e per il momento sono molto entusiasta: e' molto piu' stabile e preciso del pantorouter originale, devo dire che e' stato un parto sofferto ma ne e' valsa la pena!

Il lavoro non e' finito: manca la leva per muovere la tavola porta pezzo, mancano i fermi sui movimenti della tavola, i fermi sulle guide del router vanno rivisti, tutto questo verra' con l'uso e con il tempo, e' la naturale evoluzione delle macchine: non nascono mai perfette, purtroppo c'e' sempre qualche ritocchino qua e la da mettere a punto. Malgrado questo sono veramente contento del mio ortorouter, ora ho in mente una serie di progetti da costruire proprio con l'ortorouter.


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